lunedì 23 giugno 2014

Futuro incerto e sconvolgente...e questa è solo una piccola porzione del tutto

Se anche solo si osserva la situazione italiana, ombre scure rendono più che ansiosi...

L’Italia si spaccherà a causa dei terremoti

Secondo il Der Spiegel  l’Italia è destinata a dividersi. Il nostro paese si spaccherà a causa dei movimenti tettonici nel sottosulo, proprio sotto i nostri piedi. Lo dicono geologi e sismologi che spiegano così i continui terremoti che stanno colpendo il nostro paese.

Der Spiegel fa un’analisi pessimista del nostro paese. Dopo la forte scossa che ha colpito la parte settentrionale dell’Italia, molti edifici sono crollati, diciassette persone hanno perso la vita e oltre 15.000 persone sono senza tetto. Forti scosse sono arrivate ininterrotamente nei giorni successivi e i sismologi non escludono l’arrivo di altri forti terremoti in un futuro prossimo.

I terremoti sono il guaio dell’Italia:

La causa dei terremoti è il guaio dell’Italia, perchè le placche tettoniche mettono il nostro paese in una tenaglia. Dal Sud spinge la placca africana, che caccia l’Italia come uno sperone dentro il continenente europeo. Dall’est si sommerge la placca adriatica sotto l’Italia, dove si accumula l’Appennino, che attraversa la terra da Nord verso Sud come un fazzoletto piegato. All’Ovest spinge l’Europa. La Corsica, che si trova sulla placca tettonica europea, si sposta ogni anno di tre millimetri verso l’Italia. Intrappolata in questo modo, il terreno del Belpaese è frantumato come una lastra di vetro distrutta. Il mosaico di queste placche pesanti milioni di tonnellate e profonde per chilimotetri si spinge uno contro l’altro come pezzi di un puzzle, che vengono spinti da tutte le parti. Lungo queste articolazioni si ammassa la tensione, che poi si scarica regolarmente nei terremoti.

Le zone di pericolo non sono conosciute con precisione dagli esperti. La storia dei terremoti nelle singole regioni determina il pericolo. In quasi tutto il territorio nazionale esiste la minaccia dei terremoti, che diventano più forti nella zona centrale e nella zona della pianura padana vicina a Bologna. I movimenti terrestri mostrano come l’Italia si stia spaccando. I rilevatori GPS, che i geologi hanno messo su tutto il territorio, evidenziano come singoli pezzi del paesi vadano alla deriva in direzioni differenti. Il Sud si sposta verso la direzione dei Balcani, parti del Nord sobbalzano verso il Sudovest, Roma si sposta verso Nord, il centro Italia verso Est. In un lontano futuro ci saranno zone dell’Italia legati alle Alpi, altre con i Balcani, alcune regioni diventeranno isole in mezzo al Mediterraneo. E ci saranno sempre terremoti.


Secondo il Der Spiegel  l’Italia è destinata a dividersi. Il nostro paese si spaccherà a causa dei movimenti tettonici nel sottosulo, proprio sotto i nostri piedi. Lo dicono geologi e sismologi che spiegano così i continui terremoti che stanno colpendo il nostro paese.

Der Spiegel fa un’analisi pessimista del nostro paese. Dopo la forte scossa che ha colpito la parte settentrionale dell’Italia, molti edifici sono crollati, diciassette persone hanno perso la vita e oltre 15.000 persone sono senza tetto. Forti scosse sono arrivate ininterrotamente nei giorni successivi e i sismologi non escludono l’arrivo di altri forti terremoti in un futuro prossimo.

I terremoti sono il guaio dell’Italia:

La causa dei terremoti è il guaio dell’Italia, perchè le placche tettoniche mettono il nostro paese in una tenaglia. Dal Sud spinge la placca africana, che caccia l’Italia come uno sperone dentro il continenente europeo. Dall’est si sommerge la placca adriatica sotto l’Italia, dove si accumula l’Appennino, che attraversa la terra da Nord verso Sud come un fazzoletto piegato. All’Ovest spinge l’Europa. La Corsica, che si trova sulla placca tettonica europea, si sposta ogni anno di tre millimetri verso l’Italia. Intrappolata in questo modo, il terreno del Belpaese è frantumato come una lastra di vetro distrutta. Il mosaico di queste placche pesanti milioni di tonnellate e profonde per chilimotetri si spinge uno contro l’altro come pezzi di un puzzle, che vengono spinti da tutte le parti. Lungo queste articolazioni si ammassa la tensione, che poi si scarica regolarmente nei terremoti.

Le zone di pericolo non sono conosciute con precisione dagli esperti. La storia dei terremoti nelle singole regioni determina il pericolo. In quasi tutto il territorio nazionale esiste la minaccia dei terremoti, che diventano più forti nella zona centrale e nella zona della pianura padana vicina a Bologna. I movimenti terrestri mostrano come l’Italia si stia spaccando. I rilevatori GPS, che i geologi hanno messo su tutto il territorio, evidenziano come singoli pezzi del paesi vadano alla deriva in direzioni differenti. Il Sud si sposta verso la direzione dei Balcani, parti del Nord sobbalzano verso il Sudovest, Roma si sposta verso Nord, il centro Italia verso Est. In un lontano futuro ci saranno zone dell’Italia legati alle Alpi, altre con i Balcani, alcune regioni diventeranno isole in mezzo al Mediterraneo. E ci saranno sempre terremoti.

La situazione è adesso ben oltre...


  • Considerate che l'attuale situazione è giunta bel oltre...


  • i movimenti della placca Indo-Australiana stanno provocando l’affondamento del Bangladesh, del Pakistan, di Jakarta e di gran parte dell’Indonesia;
  • conseguentemente, la placca Pacifica si sta spostando verso ovest ed il Sud America sta cominciando, a sua volta, la sua migrazione verso occidente (un processo che sta aumentato notevolmente, come dimostrato dall’aumento della piegatura della Fossa delle Marianne e dei movimenti della placca Filippina);
  • le spinte della placca Indo-Australiana sulla Pacifica hanno determinato lo spostamento del Giappone, da cui il devastante terremoto dell'11 marzo 2011.
  • l’America del Nord sta attualmente vivendo una situazione di calma solo grazie al fatto che il continente è mantenuto bloccato da entrambi i lati da due placche: dal lato occidentale la placca Pacifica (faglia di San Andreas) e dall’orientale quella Atlantica (Atlantic Rift);
  • l’attuale movimento del Sud America verso ovest (da questo movimento nascono le fenditure nella crosta terrestre che si stanno aprendo ovunque in Cile, Bolivia, Perù,… ndr) provocherà un’apertura nella parte meridionale dell’American Rift e lascerà spazio ai movimenti della placca Nord Americana;
  • il Nord America spingerà sulle placche di Cocos, di Nazca e su quella Caraibica, determinando terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami in tutto il Centro America;
  • se tale terremoto avverrà, potrebbe svilupparsi il conseguente tsunami che si espanderà verso l’Europa;
  • la lacerazione dell’Atlantic Rift provocherà anche lo spostamento della placca Africana verso sud e verso ovest, con relative conseguenze nel bacino 
  • Mediterraneo.

domenica 1 giugno 2014

Guardami nell'anima.

... E' già in vendita online!!!

Se volete, potete anche richiederlo presso la vostra libreria di fiducia!

Un besito affettuoso ad amici ed amiche.



Guradami nell'anima - Giulia Assunta Vinci

Guradami nell'anima - Giulia Assunta Vinci - Europa Edizioni
Titolo: Guradami nell'anima
Autore: Giulia Assunta Vinci
Collana: Tracciare Spazi
Pagine: 74
Prezzo: 11,50
Ebook: 5,49
Isbn: 9788868542030
Formati
 

«Guardami nell’anima è una silloge poetica di rara particolarità: è una grande allegoria dell’essere umano scrutato attraverso i suoi molteplici vizi ma anche le sue virtù, percorrendo i “tipi” umani ma senza tralasciare situazioni ed avvenimenti che formano la sua indole e danno corso alla sua esistenza»
(dalla prefazione).

Giulia Assunta Vinci nasce in Sardegna. Dopo aver conseguito il diploma liceale, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari, che frequenta sino al secondo anno, conseguendo buoni risultati. Dopo la perdita improvvisa e prematura del padre, ritorna nella città d’origine, decidendo poi di non proseguire gli studi intrapresi. Poco dopo, inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, ritenendo questo il suo principale dovere in quel momento. Ha un vissuto tormentato. Tra i 12 e i 17 anni scrive il suo primo libro: Liberi, condannati a non poter scegliere. Il manoscritto tratta il problema dei sequestri in Sardegna che lei, e l’intera sua famiglia, vivono in prima persona. Un po’ per scommessa con se stessa, un po’ per gridare agli altri la sua disperazione per quella “condizione” di sequestrabile, invia il suo primo manoscritto, che viene subito scelto. Rifiuta comunque le proposte che le vengono fatte, rispondendo che se mai fosse morta, o fosse stata sequestrata, acconsentiva alla stampa del suo libro/diario. A 26 anni inizia, delusa da mille assurdità, a scrivere il suo secondo libro Immagini allo specchio sottotitolato “Specchi violati”: ancora una volta per scommessa con se stessa, invia il suo manoscritto ad alcune case editrici, ed anche questa volta viene accettato. Riceve alcune proposte editoriali, ma lei, ancora una volta, non acconsente alla pubblicazione. Circa sei anni dopo, scrive un altro libro Il respiro del diavolo sottotitolato “Esperienza di Confine”: anche in questo caso si fermerà a riflettere. Nel frattempo, proprio nel 2011, acconsente alla pubblicazione di Immagini allo specchio prendendo in considerazione una nuova proposta di contratto. Un anno dopo riprende in mano Il respiro del diavolo, ritenendo di non avergli dedicato la giusta attenzione che meritava. Il manoscritto cambia titolo divenendo Skulls and Bones, sottotitolato “Helplessness and Madness”, raddoppiando anche di volume, e divenendo, per i suoi contenuti, degno di diventare un Best Seller. Riceve quasi immediatamente tre proposte editoriali, a cui non ha ancora risposto perché ha già deciso chi “deve” pubblicarglielo, ed è determinata ad attendere. Nel mentre, non essendole possibile bloccare la sua fervida fantasia, scrive l’opera An accidental mother e quasi in contemporanea nasce anche Guardami nell’anima.


sabato 17 maggio 2014

Interessante...

                                          Veramente    Interessante......


IL POPOLO DEGLI UOMINI BLU: CONTATTO CON UOMINI DI ALTRI MONDI NELL'ANTICA SARDEGNA?




















Extraterrestri dalla pelle blu nei “Racconti della Nuragheologia”

“Quanto agli “uomini blu”, con tale denominazione venivano chiamati gli abitanti di altri mondi in contatto con i protosardi, secondo un rituale che presentava diverse varianti.
In altre parole, certi protosardi comunicavano con gli extraterrestri mettendosi sopra i nuraghi o in un altro luogo dove regnava il silenzio, stesi col corpo nudo su una pietra levigata, in linea con le stesse che emanano micro onde cosmiche capaci di essere ricevute dai recettori umani. Oltre a ciò occorreva una grande concentrazione che consentiva di ricevere questi suoni muti.”

Raimondo De Muro nasce a Siurgus Donigala nel 1916, scrittore e organizzatore culturale, ha dedicato la sua vita alla conoscenza e alla promozione delle tradizioni del suo paese natio e della Sardegna, ma sempre con grande curiosità e apertura per le cose del mondo. Prevedendo con largo anticipo l’importanza del turismo e della cultura per lo sviluppo dei paesi della Sardegna, fu fondatore del gruppo folkloristico di Siurgus Donigala e presidente della ProLoco negli anni ’60.

I racconti della Nuragheologia sono stati scritti da Raimondo de Muro, nell’arco di oltre trent’anni. L’opera completa consta di cinque romanzi, più un sesto libro che è una sorta di compendio di quelle che egli definisce “le norme di vita della Nuragheologia”. Cosa sia la Nuragheologia, non è facile da spiegare. De-Muro sostiene che, in Sardegna è esistita, e forse in qualche modo sopravvive ancora, una sorta di “organizzazione comunitaria”, diffusa soprattutto nel mondo agro-pastorale, con proprie leggi e norme di condotta; un ordinamento sociale che, correndo parallelo alle vicende storiche ”ufficiali” dell’isola, affonda le sue radici nei millenni, risalendo fino all’epoca nuragica. I racconti furono pubblicati nei primi anni ottanta da una piccola casa editrice, ora non più attiva, e ormai sono in circolazione poche copie; nonostante ciò La memoria della Nuragheologia è ancora viva, non solo in Sardegna. Nei racconti leggiamo che i grandi padri della Sardegna hanno tramandato che un corpo celeste (Nibiru?) centrò la terra e questa si incurvò dalla parte orientale. Perciò le antenne dei Nuraghi persero per sempre la loro finalità di comunicazione con gli abitanti degli altri mondi. Ma come avvenne questa comunicazione? L’uomo sarebbe dotato di orecchie nascoste (i recettori magnetici) in grado di captare le voci di mondi lontani, a patto che questi organi di senso vengano esercitati. Ma se non si conosce l’alfabeto di questi segnali non si comprendono i messaggi.

Lo stesso Raimondo De Muro, nei “Racconti della Nuragheologia” scriveva:

“Cento bisavoli prima del bisavolo mio, nella Sardegna, raccontano gli antichi, sono venuti gli uomini del pianeta blu, a pelle blu e liscia che pareva di porcellana, con un corpo che pareva pieno di aria, ma non era di aria ma trasparente come una vetrina, che non era possibile toccarli se uno non voleva essere fulminato all’istante. Dicono gli antichi che erano uomini di alta statura, con la faccia uguale alle statue di bronzo e di pietra che ricordano questa venuta. Sulla testa portavano un corno come un vomere e sulla fronte un porro che lampeggiava. Si erano fatti vie di fuoco e in queste vie restava la polvere della vita e da questa polvere è nato ogni essere vivente, racconta il proverbio antico.
Si tratta di una spiegazione, questa della nuragheologia, piuttosto avventurosa, ma che dimostra, ancora oggi, la sua validità, posto che non si possano essere certezze in materia. In realtà non sappiamo che cosa sia realmente la vita. Sappiamo solo che alcuni suoi ingredienti di base come l’idrogeno, l’ossigeno, l’azoto, il carbonio esistono un po’ dappertutto e che questi, aggregandosi, servono come materiali della struttura vivente. Ma, scoperti i mattoni della vita, il resto è buio completo! Resta solo questo racconto della nuragheologia, che non è racconto mitologico ma una esperienza vissuta da lontani progenitori, che può essere e non può essere!”

Poi De Muro scrive anche sulla Grotta del Bue Marino:

“Sicché, quando i giovani saranno i vecchi e i vecchi saranno i giovani l’avvenimento ricordato con quella scrittura figurata, nella parte della grotta del Bue Marino e non solo in quella ma in mille altre grotte marine e terrestri dell’isola, se queste fossero state lasciate intatte con la loro storica narrazione, si ripeterà, cioè, l’incontro avvenuto nell’isola tra i Sardi che avevano esperienze di galazzoni e quindi a conoscenza dell’esistenza, non solo di altre infinite umanità più o meno a somiglianza della nostra, ma anche di infiniti altri pianeti, più o meno consimili alla terra, coi quali è possibile, un incontro, come quello già avvenuto circa tremila anni fa.
Si dirà che questo è fantascienza, ma non lo è affatto, perché un simile avvenimento è scientificamente probabile che sia avvenuto, perché, oggi, siamo in grado di provare che a quell’epoca, un gruppo di pianeti della Via Lattea e precisamente quelli della costellazione di Sino si trovavano dalla terra, per via dell’eterno spostarsi nell’universo, a circa cinquanta anni luce di distanza (la galassia è un disco di centomila anni luce). A quella distanza era possibile «incontrarsi», perché, i Sardi e quindi gli extra terrestri ancora di più, i loro «messaggi» li trasmettevano con la percezione sensoriale (oggi purtroppo un esercizio impossibile per l’uomo non più addestrato da sessanta generazioni) il che permetteva loro di ricevere e trasmettere col pensiero, ad una velocità di gran lunga superiore ai trecentomila chilometri al minuto secondo.”

C’è un fatto testimoniale incontrovertibile, che nessuno può negare, ed è che in Sardegna, nelle sue grotte e anche nelle grotte di altri popoli, esistono ancora e sono alla vista di tutti, delle incisioni o figurazioni schematiche antropomorfe che raccontano questo incontro.

“Non è pensabile che questi esseri umani abbiano perso il tempo a fare ciò per gioco – racconta De Muro – se lo hanno fatto vuol dire che hanno trovato bisogno di eternare e far sapere ai posteri questo straordinario avvenimento. Avvenimento che si ripeterà, ed è questo forse il motivo che li ha indotti a fare quelle iscrizioni in ogni grotta, perché lo capissero e lo sapessero tutti e tutti si preparassero, quando i giovani saranno i vecchi e i vecchi saranno i giovani. Ma quando? Quando quel pianeta si ritroverà nella medesima distanza di quella epoca? Questo è il punto, quando avverrà ciò?
In qualunque tempo avvenga questo ritorno degli uomini blu è un problema che riguarderà le generazioni future, a noi, oggi, ci serve, prendere atto che gli antichi ci hanno lasciato una «notizia», in cui ci dicono che altri esseri umani di altri mondi, sono venuti qui su questo pianeta e che torneranno. Prendiamo atto di questa «documentazione»”

Da sempre gli extraterrestri ci bombardano di notizie, solo che noi non le sentiamo e non le comprendiamo: L’uomo avrebbe perduto tante capacità che lo rendevano simile agli abitanti degli altri mondi, allontanandolo da un tipo di vita che asseconda la natura umana. Ma quando questa possibilità di comunicazione era attiva, ecco come avveniva, secondo i precetti di un tempo codificati in sardo, che De Muro ha reso così in lingua italiana:

“Se vuoi avere le orecchie accese, mettiti in testa il casco con le orecchie riceventi, come facevano gli antichi, quando andavano al nuraghe per ascoltare le voci dei pianeti. Narra la storia antica che il casco con le antenne (fatto di sottili fili di rame e pelle di daino), come la protuberanza carnosa (fatta di sensibili organi riceventi) che ha la forma di un vomere, degli uomini blu, sono stati ricordati con le statue di bronzo nascoste in luogo sicuro e che gli stranieri hanno interpretato per un elmo cornuto e un copricapo di ferro”.
Secondo questa antica testimonianza, gli elmi di certi bronzetti sarebbero sormontati da antenne sofisticate, non da corna di animale.”
“La Sardegna sarebbe ubicata al centro del pianeta e in posizione di radioascolto ottimale. Una simile centralità le fu riconosciuta da Tolomeo e anche dal padre Gemelli in uno scritto del 1738. Il continente americano – concludeva De Muro – è in banda negativa per capire questi segnali, mentre la Sardegna, il monte Sinai e il Tibet dovrebbero trovarsi in banda positiva. Se il centro radio NASA fosse ubicato in Sardegna, le probabilità di collegarci con gli alieni sarebbero maggiori. Tra le migliaia di testimonianze registrate da De Muro, dalla vive voce di coloro che avevano memorizzato uno scibile antico (che l’autore ha selezionato col criterio della autenticità e attendibilità), ci sono molte indicazioni sui presunti rapporti tra gli abitatori delle isole e gli extraterrestri. In particolare, nel sesto e ultimo volume dei “Racconti della Nuraghelogia”.

I grandi padri della Sardegna hanno tramandato che un corpo celeste centrò la terra e questa si incurvò dalla parte orientale. Perciò le antenne dei Nuraghi persero per sempre la loro finalità di comunicazione con gli abitanti degli altri mondi. Ma come avvenne questa comunicazione? L’uomo sarebbe dotato di orecchie nascoste (i recettori magnetici) in grado di captare le voci di mondi lontani, a patto che questi organi di senso vengano esercitati. Ma se non si conosce l’alfabeto di questi segnali non si comprendono i messaggi.


In altre parole, certi protosardi comunicavano con gli extraterrestri mettendosi sopra i nuraghi o in un altro luogo dove regnava il silenzio, stesi col corpo nudo su una pietra levigata, in linea con le stesse che emanano energie cosmiche capaci di essere ricevute dai recettori umani. Oltre a ciò occorreva una grande concentrazione che consentiva di ricevere questi suoni muti.
De Muro tratta l’argomento con molta perizia e lo tratta in maniera scientifica segnalando e argomentando su ciascuna fase di quella che fu un esperienza senza pari.

I nomi dei 170 Nuraghi, così ben studiati e usati per un fine celeste, la grafia, i petroglifi, le norme di comportamento della nuraghia, i brebus, i precetti salmodiati col tono di voce bassa, i diccius, i racconti popolari, rendono l’idea a chiunque voglia accostarsi e comprendere. Questo materiale, andrebbe preso sul serio, non solo affinché possiate conoscere, ma anche affinché possiate seriamente sperimentare di persona cosa significhi tutto ciò.

...è così...

                       


                                  Teoria solo apparentemente incredibile......



LA TERRA SI TROVA DENTRO UN BUCO NERO

Un fisico americano insiste nell'affermare di aver trovato una teoria valida del Big Bang

Il fisico teorico Nicodem Poplawski dell' Indiana University (USA) insiste nell'affermare di quale natura fu il Big Bang. Secondo il fisico il nostro universo si trova all'interno di un profondo buco nero. Poplawski ha da tempo sviluppato un modello teorico che postula che tutti i buchi neri astronomici altro non sono che entrate in ipotetiche gallerie che collegano le diverse regioni dello spazio-tempo (il cosiddetto ponte di Einstein-Rosen o 'wormhole'). Secondo lui, l'altro lato delle gallerie sono l'opposto dei buchi neri, vale adire, buchi bianchi. Se i buchi neri sono aree di spazio con una gravità così forte che niente, anche se si muove con la velocità della luce, è possibile abbandonare, i bianchi, invece, sono aree in cui nulla può penetrare.
Nel frattempo, all'interno dei tunnel vengono create le condizioni che assomigliano a un universo in espansione. Secondo Poplawski, lo spazio-tempo è flessibile e contorto. La torsione potrebbe influenzare i processi nello spazio-tempo da soli nell'universo primordiale, quando le distanze tra le particelle sono molto piccole, mentre gli effetti quantistici risultano essere molto forti. Le sollecitazioni fisiche al momento del twist era una potente forza repulsiva che ha resistito alle forze di gravità.

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Poplawski assume come modello una stella nel momento in cui sta diventando un buco nero, le forze
di gravità prevalgono, comprimendo la materia ad una densità molto elevata. Ma la questione non
ottiene densità infinita. Più forte è la natura della compressione e più da modo agli effetti quantistici di
divenire più forti e resistenti alla torsione gravitazionale reagendo sempre di più. A un certo punto, il
buco nero assume molta importanza della 'pra-universo' che lo circonda ottenendo una densità così
elevata che questo rafforza la coppia nella misura in cui questo causa un Big Bang. Nei momenti iniziali,
l'espansione dell'universo è il flash, ma in seguito ritarda a causa del calo della coppia. Poplawski
credeva che la coppia sia stata scomposta in materia electronos e quark e antimateria, per diventare la
materia oscura. Questo spiega l'attuale squilibrio: l'antimateria è un deficit, dal momento in cui il Big Bang
è divenuto materia oscura. Per lui, l'interno di ogni buco nero viene convertito in un nuovo universo.
Il fisico americano è convinto che le attuali osservazioni astronomiche dimostrano la vitalità della sua
teoria. Sottolinea che tutte le stelle e i buchi neri girano, sarebbe logico se il nostro universo abbia
ereditato l'asse di rotazione dal "padre" del buco nero come una "direzione preferenziale". Sottolinea che
recenti rapporti che includono più di 15.000 osservazioni di galassie mostrano che in un emisfero
dell'universo la maggior parte delle galassie a spirale sono 'mancine', ad esempio, ruotano in senso orario,
mentre nell'altro emisfero sono più 'abili'. Per lui, questa è una prova forte della sua teoria.
Poplawski sta lavorando da anni a questa teoria. Per la prima volta ha presentato al pubblico tutti i dettagli
nella sua relazione finale nel 2010. In quel periodo ha ricevuto qualche forte critica in questo senso: la
maggior parte degli esperti hanno convenuto che la sua teoria non fornisce alcun metodo per verificarne la
vericità. Tuttavia, questo non sembra scoraggiare il fisico. Continua a sviluppare la teoria, come dimostra
l'ultima pubblicazione su Insidescience e PhysOrg.              




                                                                                          Teoria solo apparentemente incredibile......

venerdì 16 maggio 2014

Guardami nell'anima...



Come promesso vi informo che la mia raccolta di poesie, che ha per titolo "Guardami nell'anima", è gia in venita online e può essere anche ordinata presso la vostra libreria di fiducia.



A seguire, un piccolo regalo per voi, una poesia che fa parte di questa raccolta.

















Amore a tutti i costi 



Amore, 
principio cosmico per eccellenza... 
scambiato in terra per brama di possesso, 
e magnificenza. 

Amore freddo, 
torbido ed appariscente... 
fatto di sesso ed interessata appartenenza, 
che è solo un'illusione affliggente. 

Amore assassino, 
falso sentimento traditore, 
di anime nobili accaparratore... 
colmo di speranze fallaci, 
di cuori sinceri sei l'accalappiatore. 

Amore tradito, 
maltrattato ed inutile, 
proteso alla farsa, 
ed in questo abile. 

Amore verace, 
ma non ricambiato... 
da falso sentimento, 
inutilmente abbagliato... 
poi raggirato ed abbindolato. 

Amore sincero, 
ma devastante e coinvolgente, 
che dopo diventa troppo accondiscendente, 
poi acquiescente ed affliggente. 

Amore ipocrita, 
fintamente profondo, 
che agita le sue patetiche ali stridendo, 
ciò nonostante creduto baciando. 

Amore passionale... 
sfrenato e torbido, 
malato di perversione, 
per questo acido... 
vulnerabile come un sorriso fracido. 

Amore pazzo, 
che divora le interiora, 
dapprima ti suggestiona, 
magari ti innamora... 
ti accalora, ti appassiona, 
poi ti devasta, 
e mettendoti all'asta ti disonora, 
ti adolora... 
poi ti divora. 



giovedì 1 maggio 2014

Domandatevi il perché.

Domandatevi il perché proprio adesso della creazione di questa enorme arca, se la paura di darvi una risposta, che per altro il vostro io interiore conosce già, ve lo consente......


Un team di scienziati inglesi, italiani e americani, hanno creato una nuova Arca di Noè per salvare l’umanità da un eventuale catastrofe planetaria.

Sembra assurdo, ce l’hanno mostrata nel film “2012″ , ma in realtà l’hanno costruita. Parliamo della riproduzione, seppur molto diversa e non più marina ma spaziale, della famosissima Arca di Noè. Il progetto è stato portato avanti da un team di scienziati, italiani, inglesi e americani, appartenenti ai gruppi di Greenwich, Warwick e Surrey. Il progetto consiste nella possibilità di poter salvare vite umane in caso di una catastrofe planetaria che renderebbe inabitabile il nostro Pianeta come ad esempio, un attacco nucleare o biologico e trasportare i fortunati in giro nello spazio alla ricerca di un altro Pianeta che possa ospitare la vita.
Arca di Noe Spaziale per salvare l'umanità
Arca di Noe Spaziale per salvare l’umanità
Per la messa in opera sono state usate biotecnologie che permettono di utilizzare biocarburante attraverso l’energia solare e non far fermare l’Arca durante il viaggio. L’opera verrà presto ultimata, tutta la comunità scientifica si dice entusiasta di questo progetto e spera che l’umanità comprenda il forte bisogno di rispettare la natura e di non dover mai ricorrere all’utilizzo di questo mezzo.

sabato 11 gennaio 2014

Continua la lunga catena di eventi catastrofici che potrebbero riguardare anche la terra...



Dal 24 Agosto 2003, giorno in cui è stato scoperto l’asteroide 2003 Qq47, gli astronomi americani stanno studiando con esattezza il grado di minaccia di questo corpo celeste che, con una massa di 2.600 milioni di tonnellate, un diametro di 1,2 Km ed una velocità di 30 Km/sec, in caso di impatto con la Terra sprigionerebbe la stessa energia di una bomba atomica con una potenza equivalente di 278 milioni di Kiloton.

mercoledì 8 gennaio 2014

Meglio tenersi informati ...

Spazio: eruzione solare in corso, potrebbe scatenare una tempesta geomagnetica
08 gennaio 2014
SWPC Forecasters are anticipating G3 (Strong) Geomagnetic Storm conditions to occur on January 9 and 10. The source of this disturbance is a fairly fast Earth-directed coronal mass ejection (CME) launched from centrally-located Region 1944 at 1832 UTC (1:32 p.m. EST) on January 7. Full evaluation and modeling of this event has refined the forecast and indicates a fairly direct interaction with Earth, with the WSA-Enlil model putting arrival mid-morning UTC on January 9 (very early morning EST). In addition, the S2 (Moderate) Solar Radiation Storm associated with this event is currently near, but below, the S3 (Strong) threshold, with values leveling off at this time. At the Sun, Region 1944 remains well-placed and energetic.




Sua Maestà, il Sole, ha volute celebrare l’anno nuovo con uno spettacolo degno di nota. Proprio il primo gennaio ha fatto la sua comparsa sull’orizzonte occidentale della nostra stella una delle macchie solari (sunspot) più grandi dell’ultimo decennio. La macchia è composta da diversi spot scuri, di cui il più esteso misura approssimativamente quanto due Terre, mentre tutta la configurazione si estende per una lunghezza pari a circa sette volte il diametro del nostro pianeta. La macchia solare è stata catalogata come AR1944, dove il prefisso sta per regione attiva: oltre alla macchia vera e propria sulla superficie (che appare più scura in quanto più fredda delle zone circostanti), la regione attiva comprende anche parti dell’atmosfera soprastante, in particolare della corona.




Come suggerisce il nome, le regioni attive possono originare alcune tra le più potenti esplosioni solari: i brillamenti (flare), che sprigionano intense emissioni di radiazione a causa del rilascio di energia magnetica, o le espulsioni di massa coronale (CME), che catapultano nello spazio gigantesche nubi di materiale solare.

La rotazione del Sole ha portato AR1944 a trovarsi in questi giorni in bella vista proprio al centro del disco, un palcoscenico perfetto per i fuochi d‘artificio che sono seguiti. Il 7 gennaio, nei paraggi della nuova grande macchia solare, sono stati infatti registrati due flare, di cui il secondo è stato catalogato di classe X 1.2 , dove la lettera X denota la classe di emissioni più intense. Si è quindi trattato del primo flare significativo dell’anno appena iniziato.




Associata al brillamento, si è verificata anche un’espulsione di massa coronale (qui un’animazione, qui il filmato della sonda SOHO) diretta in parte verso la Terra che, secondo il NOAA’s Space Weather Prediction Center, probabilmente produrrà per un paio di giorni una tempesta geomagnetica di moderata entità. Fino a tutto il 10 gennaio, alle più alte latitudini, sarà dunque molto facile assistere a spettacolari aurore polari.


AR1944 è ancora ben attiva e possiede un campo magnetico instabile, per cui è abbastanza facile che torni a eruttare ancora. Per tenersi aggiornati, oltre al già citato sito governativo del NOAA statunitense, si può consultare SpaceWeather.com, sempre in inglese. [fonte]
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 - See more at: http://www.diregiovani.it/rubriche/scientificamente/27569-solar-flare-class-x-pericolo-tempesta-magnet.dg#sthash.fCNVU9Rs.dpuf

Ennesimo avvertimento...

Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > In corso una gigantesca eruzione solare

In corso una gigantesca eruzione solare

Più potente ultimi 10 anni. Sciame particelle potrebbe investire Terra domani

08 gennaio, 17:25
La macchia solare AR1944, la più grande degli ultimi dieci anni (fonte: Karzaman Ahmad, Langkawi National Observatory)La macchia solare AR1944, la più grande degli ultimi dieci anni (fonte: Karzaman Ahmad, Langkawi National Observatory)
E' in corso una gigantesca  eruzione solare, la più potente degli ultimi dieci anni, e lo sciame di particelle potrebbe investire la Terra il 9 gennaio, dove potrebbe provocare una tempesta geomegnetica. E' quanto emerge dalle stime dell'Agenzia americana per l'atmosfera e gli oceani (Noaa), basate sui dati dell'osservatorio solare Soho, della Nasa (Solar and Heliospheric Observatory).

Foto NASA/SOHOA scatenare l'eruzione solare è stata la macchia chiamata AR1944, comparsa sul Sole il 7 gennaio. Ha una regione attiva è larga più di 200.000 chilometri ed ha emesso un getto di particelle in direzione della Terra, dove i suoi effetti potrebbero farsi sentire il 9 gennaio, con spettacolari aurore polari e probabili tempeste magnetiche che potrebbero mettere a rischio i satelliti per le telecomunicazioni e il funzionamento delle linee elettriche.

La macchia ha prodotto infatti un brillamento di classe X, la più alta su una scala di 5 classi. Secondo le stime del Noaa è del 60% la probabilità che lo sciame di particelle diretto verso la Terra possa provocare tempeste geomagnetiche.
Il Noaa prevede infine con una probabilità dell'80% che ci saranno oggi altre eruzioni di classe M, la terza sulla scala, ed il 50% di ulteriori eruzioni di classe X.